Una delle classi dei macronutrienti è
rappresentata dalle proteine. Queste hanno molteplici funzioni quali funzioni
catalitiche (enzimi), difensive (anticorpi) e di regolazione (ormoni), ma hanno
anche l’importante ruolo di ricostituzione dei diversi organi e tessuti, tra
cui il muscolo.
I muscoli sono certamente la parte principale
dell’atleta biomeccanico; essi hanno il compito di convertire l’energia chimica
interna, sotto forma di ATP, in lavoro esterno nel tempo (potenza) attraverso
la forza. La contrazione muscolare, quindi, si basa sulla struttura del
sarcomero, in cui i filamenti di actina e di miosina s’intercalano e scivolano
gli uni sugli altri. Nell’esercizio fisico, quando il muscolo si contrae e decontrae
continuamente in relazione a determinati carichi o sforzi, la struttura delle
fibre muscolari va incontro a delle micro rotture e proprio la riparazione di
queste fibre da parte delle proteine, nei successivi periodi di riposo, va a
determinare un miglioramento della struttura, in termini di aumento della massa
e della potenza.
A ciascuno il proprio ruolo: le proteine
come mattoni, i carboidrati come benzina.
Il corpo umano è una macchina perfetta e per poter lavorare in maniera efficace ha
bisogno di tutti i macro e i micro nutrienti, da assumere in maniera
equilibrata senza prediligerne alcuni ed escluderne altri.
Bisogna pensare innanzi tutto in termini
di energia. Ciò che genera i consumi
nel nostro organismo è la massa magra, definita come “massa metabolicamente attiva”, poiché consuma ossigeno producendo
anidride carbonica di scarto. A determinare questi consumi, ovviamente,
partecipano i muscoli che, se adeguatamente sollecitati con l’esercizio
volontario, possono aumentare di molto la loro attività metabolica
incrementando alla fine anche il loro volume e la loro efficienza.
La
ricerca ha mostrato chiaramente come gli atleti che consumano una dieta equilibrata, soddisfando il proprio
fabbisogno energetico, aumentano la performance sportiva mantenendo la salute. Al
contrario, gli atleti che perseverano in una dieta carente di energia rispetto
alle proprie esigenze, dettate anche dall’allenamento che svolgono, vanno
incontro a perdita della forza fisica e della massa muscolare e a una maggiore
predisposizione alle malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e cancro.
Tornando
all’idea del corpo come macchina, c’è
quindi bisogno di carburante per poter funzionare. Il glucosio è la forma di energia pulita a cui le nostre cellule,
comprese quelle dei muscoli, ricorrono sia in condizioni normali, sia nei
momenti di particolare necessità, come ad esempio uno sforzo muscolare. Ciò
porta a condannare l’idea che per dimagrire e aumentare la massa basta
eliminare i carboidrati e aumentare il carico proteico. Se così fosse, l’organismo
metterebbe in atto una serie di meccanismi di compensazione, ricavando energia
da altre fonti e andando ad annullare l’effetto anabolizzante sul muscolo.
Per
le proteine il principio è lo stesso!
Le
proteine sono i mattoni essenziali
per ripristinare i tessuti. Infatti, vanno costantemente incontro a processi di
degradazione e sintesi. Proprio grazie a questo turnover proteico è garantito
il buono stato di salute dei tessuti.
Durante
l’attività fisica, i muscoli vengono sottoposti a determinati carichi e
intensità di lavoro, quindi il turnover proteico viene migliorato favorendo un
rinnovo veloce delle fibre logorate, che si traduce in un aumento della massa
muscolare e della forza fisica, in relazione all’attività svolta. Ovviamente
perché avvenga una tale situazione vi è la necessità di apportare delle adeguare
quantità di proteine all’organismo. Le assunzioni ottimali di proteine si
aggirano intorno a 0,9-1,0 g/kg di peso al giorno; in base agli allenamenti
svolti, si può arrivare anche a circa 1,4-1,7 g/kg di peso al giorno, ma è
fortemente sconsigliato superare i 2 grammi al giorno.
Se si apporta
una quantità insufficiente di proteine
dalla dieta, si avrà un equilibrio di azoto in negativo che può aumentare il
catabolismo proteico determinando un lento recupero dopo l’esercizio fisico.
Nel corso del tempo, questa situazione può portare ad atrofia muscolare.
Inoltre, va detto che non tutte le
proteine sono uguali, infatti il profilo amminoacidico differisce in base alla
sorgente da cui vengono ottenute. Questo influisce anche sul tasso di
digestione e/o assorbimento e sull’attività metabolica della proteina. Ciò che
è importante, quindi, non è solo la quantità ma anche la qualità delle proteine assunte, in riferimento a quelle proteine
con un alto valore biologico (carne, pesce e uova), cioè quelle proteine che
contengono amminoacidi essenziali e a quelle proteine a basso/medio valore
biologico (legumi, ortaggi e frutta). Questo non significa che bisogna
prediligere gli alimenti di origine animale alle proteine vegetali poiché ad un
eccessivo consumo di alimenti animali sono correlate numerose patologie come
obesità, malattie cardiovascolari, tumori e patologie renali.
Altro
aspetto da tenere in considerazione è il quando. Quando bisognerebbe assumere proteine
nell’arco della giornata?
Si parla tanto di finestra anabolica, cioè il periodo di tempo nel post-allenamento
in cui il nostro organismo diventa una spugna per carenza di nutrienti; questo
intervallo di tempo viene usato allo scopo di massimizzare il ripristino delle
scorte di glicogeno e di riparare le fibre muscolari degradate. Si assumono
quindi, nel post allenamento, pasti ricchi di proteine e di carboidrati a
medio/alto indice glicemico, dove le proteine favoriscono la ricostituzione del
muscolo e i carboidrati hanno lo scopo di determinare un innalzamento veloce
dell’insulina. Quest’ormone viene considerato anabolico ma in realtà la sua
azione è quella di inibire determinati processi cellulari, tra cui la
degradazione proteica.
D’altro
canto, l’esagerata assunzione di proteine,
oltre ad essere praticamente inefficace,
può risultare addirittura pericolosa
poiché esiste una soglia entro la quale le proteine vengono utilizzate per la
sintesi proteica. Superata questa soglia, le proteine vanno incontro ad altri
destini, infatti vengono degradate per ottenere nuova energia che può essere
utilizzata nell’immediato oppure essere stoccata in riserva energetica, quindi
in tessuto adiposo. Al tempo stesso un catabolismo elevato delle proteine va a
determinare un aumento delle scorie azotate che dovranno essere eliminate,
perché tossiche, dal rene provocando un maggiore stress a quest’organo. A lungo
andare, nel peggiore dei casi, si rischia un’insufficienza renale.
Non
dobbiamo dimenticare, infine, l’importanza, nei periodi caldi o nelle fasi post-allenamento,
di un adeguato apporto idrico. L’atleta che compie uno sforzo intenso e
prolungato tende a disidratarsi. Questo comporta il rischio di un calo della
performance, se non addirittura di veri e propri stati patologici come il
cosiddetto “colpo di calore”.
Quindi qual è il giusto rapporto tra proteine e muscoli?
Per
garantire il massimo sviluppo muscolare bisogna fornire ai muscoli tutte le sostanze nutritive di cui
necessitano per crescere: il
piano dietetico varia in base al tipo di sport e della fase considerata. Le
esigenze nutrizionali possono cambiare anche fra gli individui che praticano lo
stesso tipo di sport, anche per questo può essere utile un periodo di coaching nutrizionale personalizzato in base alle esigenze
dell’atleta.
Nessun alimento è in grado di fornire
tutti i nutrienti essenziali nelle giuste proporzioni, per questo motivo la
prima regola da seguire è quella di variare
sempre la nostra alimentazione.
È molto importante cercare di equilibrare le calorie assunte con quelle
spese durante l'attività fisica in maniera uniforme durante la giornata:
fare 3 pasti giornalieri (colazione, pranzo e cena) con due o tre spuntini sarebbe
il massimo per mantenersi in forma! La funzione energetica è svolta dai
carboidrati; la funzione plastica è svolta dalle proteine, dai grassi, dai sali
minerali e dall'acqua; la funzione regolatrice è svolta dalle vitamine. Una
buona alimentazione, quindi, deve essere COMPLETA,
in qualità e in quantità nutrizionale,
al pranzo e alla cena.
45
minuti prima dell’allenamento abbiamo bisogno di energia! Sarebbe meglio fare un piccolo spuntino
con una piccola quota di zuccheri complessi associati a zuccheri semplici per
avere la giusta carica e affrontare lo sforzo muscolare nel migliore dei modi.
Per esempio una fetta biscottata con un velo di marmellata o di miele.
Dopo
l’allenamento utilizziamo la cosiddetta finestra proteica. È proprio questo processo che determina
la tonicità del muscolo!
Un’ottima
prestazione sportiva inizia con una buona alimentazione: mangiate bene per
ottenere il massimo dal vostro allenamento!
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