DCA

Molte persone esprimono il desiderio di perdere peso o di migliorare la loro forma fisica adottando dei provvedimenti per raggiungere un indice di massa corporea (BMI) ideale. Tuttavia, quando diete e/o attività fisica vengono portate agli estremi, possono verificarsi dei problemi.

I disturbi del comportamento alimentare sono complesse malattie mentali che portano a vivere con l'ossessione del cibo, del peso e dell'immagine corporea e sono spesso associati a fattori quali immagine distorta del proprio corpo, bassa autostima, ansia non specifica, stress e infelicità. L’eziologia è, solitamente, una combinazione di numerosi fattori:  biologico, psicologico, ereditario e socio-culturale.

Se ne distinguono quattro tipi principali:
·         anoressia nervosa;
·         bulimia;
·         binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata);
·         altre forme: disturbi alimentari non altrimenti specificati (Nas).

L’anoressia nervosa è caratterizzata dal rifiuto di mangiare e di  mantenere il peso corporeo nella norma, arrivando al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto per età, sesso e statura. Si ha un’intensa paura di diventare grassi anche se si è in realtà sottopeso, spesso negando la propria magrezza e lamentandosi di essere troppo grassi. 
Flick - foto di Mystic 750 - Anorexia
Si  possono distinguere due forme di anoressia: quella restrittiva, caratterizzata da una dieta ferrea, digiuno e/o eccessiva attività fisica e quella con bulimia, quando alle condotte di restrizione del’assunzione del cibo, si aggiungono episodi di abbuffate (caratterizzate da un’abnorme ingestione di cibo in un tempo molto ridotto e dalla sensazione di perdere il controllo durante tale episodio) alternate a condotte di eliminazione (vomito autoindotto, uso eccessivo di lassativi o diuretici).

Uno dei vissuti più angoscianti che spesso vive una persona anoressica, è legato ad una errata percezione del proprio corpo, vissuto come sgradevole e inadeguato. Generalmente tendono a sovrastimare anche il peso e la forma di altre persone, ma mai quanto i propri. Questa distorsione tende a diminuire man mano che le persone riacquistano peso.
Il livello di autostima e di valutazione di sè è influenzato dalla capacità di controllare il proprio peso e i fallimenti sono seguiti da autocritica e svalutazione. Essendo gli standard attesi molto elevati e il metro di giudizio tendente al perfezionismo, diventa molto facile che gli obiettivi non vengano raggiunti e si presentino tali condizioni negative. In un primo momento lo stress e le fatiche della restrizione vengono sostituiti da un maggior senso di energia e da un generale stato di benessere.
Quando però questa fase termina, il pensiero del cibo e del mangiare ritorna, insieme alla paura di perdere il controllo e alla paura che se si mangia normalmente si sarà incapaci di smettere e si ingrasserà. Con l’aumento della perdita di peso la concentrazione, la memoria e la capacità di giudizio critico diminuiscono, mentre si accentuano sempre più le emozioni negative, l’iperattività, l’irritabilità, l’asocialità e i disturbi del sonno.

 
Flick - foto di Agata Karelus - Fighting Bulimia 
La bulimia è un disturbo alimentare quando sono presenti i seguenti comportamenti: abbuffate ricorrenti, condotte di compenso, per eliminare gli effetti delle abbuffate, come il vomito autoindotto, l’assunzione impropria di lassativi e diuretici, o la pratica eccessiva di esercizio fisico. È, inoltre, presente una continua ed estrema preoccupazione per il peso e le forme corporee.
Le abbuffate sono vissute in genere con estrema vergogna e disagio; spesso sono associate a momenti di solitudine, di stress, di sensazione psicologica di vuoto o di noia, ed il cibo viene rapidamente ingerito in maniera scomposta, incoerente ed eccessiva.
Generalmente, le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano almeno 2 volte a settimana per un periodo minimo di tre mesi.
La caratteristica principale della bulimia nervosa è un circolo vizioso tra preoccupazione per il peso, dieta ferrea, abbuffate e condotte di compenso. La dieta ferrea aumenta la probabilità e la frequenza delle abbuffate; queste aumentano la probabilità del vomito o di altre condotte eliminatorie e così via.
Questo circolo vizioso può, inoltre, provocare sintomi come depressione, ansia, ossessività, irritabilità, labilità dell’umore, sensazione di inadeguatezza, affaticamento, preoccupazione per il cibo, scarsa concentrazione, isolamento sociale e forte spinta ad abbuffarsi.

La binge eating (disturbo da alimentazione incontrollata) è un disturbo alimentare che ha, come unica differenza dalla bulimia, l’assenza di manovre di eliminazione (induzione del vomito, assunzione di diureticilassativi) o di altri comportamenti compensatori (attività fisica sostenuta).

I disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (nas) includono tutti quei disturbi dell’alimentazione che non soddisfano i criteri diagnostici dei disturbi precedentemente descritti.
Alcuni esempi di Disturbi Alimentari NAS possono essere:
  • la presenza del ciclo mestruale nell’anoressia;
  • un calo di peso notevole che comunque rientra nella normalità nell’anoressia;
  • la frequenza delle crisi bulimiche e dei comportamenti di compensazione è inferiore a due episodi alla settimana per un periodo di tre mesi nella bulimia;
  • Un soggetto di peso normale che ricorre regolarmente a comportamenti compensatori inappropriati dopo aver ingerito piccole quantità di cibo;
  • Masticare e sputare senza aver deglutito, grandi quantità di cibo.
Foto di http://donna.nanopress.it/

I disordini alimentari, se non trattati, possono diventare una condizione permanente e nei casi gravi portare alla morte, che solitamente avviene per suicidio o per arresto cardiaco. Il trattamento ideale prevede un miglioramento delle condizioni nutritive e stabilizzarle a lungo termine; per fare questo è necessario un supporto multidisciplinare tra figure professionali specializzate quali il nutrizionista e lo psicoterapeuta.






Sitografia
  • Ministero della salute
  • Associazione di Psicologia Cognitiva e Scuola di Psicoterapia Cognitiva S.r.l.
  • La scuola di Ancel

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