Frutto di piante originarie delle regioni
tropicali e subtropicali, il peperoncino appartiene alla grande famiglia delle
Solanacee, che comprende la melanzana, l’alchechengio, la patata e il pomodoro.
Fu tra le prime piante a essere coltivate in Sudamerica 7.000 anni fa e, verso
la fine del XV secolo, arrivò in Europa in seguito ai viaggi di Cristoforo
Colombo verso la scoperta di una terra oltreoceano.
Il peperoncino, Caspicum spp, è un baccello più o meno carnoso che racchiude numerosi
semi. Cresce su una pianta che può raggiungere l’altezza di 1,5 m. Esistono una
decina di specie diverse di peperoncino (Capsicum
frutescens, Capsicum pubescens, Capsicumbaccatum, Capsicum annuum, etc) differenti
per dimensione, forma, colore e sapore, due delle quali sono molto utilizzate
nella cucina occidentale: la specie annuum
e la specie frutescens.
Il suo nome scientifico deriva, secondo
alcuni, dal latino “caspa”, che
significa “scatola”, utilizzato per
indicare la particolare forma del frutto simile ad una “scatola contenente
semi”; altri pensano che derivi dal greco “kapto”,
ovvero “mordere”, in relazione al
tipico gusto piccante che “morde il palato”.
