martedì 28 ottobre 2014

Pantacce al ragù "modificato"

Ingredienti:
  • 100-120 g di macinato di carne bovina
  • 1 Carota
  • 1 cipolla piccola
  • 1 sedano
  • 1 bicchiere di Vino rosso 
  • passata di pomodoro o pomodorini freschi
  • Pepe macinato fresco a piacere
  • 80-100 g di pantacce

martedì 21 ottobre 2014

Filetti di orata all'acqua pazza

Flickr - Orata all'acqua pazza - Foto di teresagennarino
Ingredienti
  • 120 g. di orata, 
  • 100 g. di pomodorini, 
  • 1 dl di vino bianco, 
  • 1 spicchio d’aglio, 
  • ½ peperoncino piccante, 
  • 1 ciuffo di prezzemolo.

Risotto al rosmarino

Ingredienti: 
Flickr - risotto al rosmarino - foto di claudiaMiou
  • 80 g. di riso, 
  • un cucchiaio di succo di limone, 
  • cipolla q.b., 
  • 1 rametto di rosmarino fresco, 
  • 10 g. di parmigiano grattugiato, sale q.b.

lunedì 29 settembre 2014

Un pasto completo agli spinaci!

Flickr - foto di bene83 - spinaci
Lo spinacio (Spinacia oleracea) è una pianta erbacea della famiglia delle Chenopodiaceae.
Probabilmente originario della Persia, lo spinacio era sconosciuto alla cività greco-romana; pare sia stato introdotto in Spagna dagli Arabi, e di qui si diffuse in tutta l'Europa. 
Gli spinaci crescono nella maggior parte delle regioni temperate. Gli stati uniti, i Paesi Bassi e la Scandinavia ne sono i principali paesi produttori. La raccolta si effettua quando le foglie sono giovani, prima che divengano coriacee e che spunti lo stelo fiorale.

Ecco a voi un pasto completo light all'insegna degli spinaci!

venerdì 26 settembre 2014

Spiedini di scampi


Ingredienti
Foto di Roberto Valente
  • 150-200 g. di scampi sgusciati, 
  • 3 spiedini, 
  • 6 funghetti, 
  • 6 pomodorini ciliegine, 
  • prezzemolo, aceto, pepe q.b.



Preparazione
preriscaldate il grill del forno. Nel frattempo, in una ciotola emulsionate un po’ di brovo vegetale (o di pesce), un cucchiaio di aceto e uno di prezzemolo tritato, sale e pepe. 
Preparate il primo spiedino alternando uno scampo, un funghetto e un pomodorino e proseguite così di seguito. Spennellate gli spiedini con il condimento preparato e cuoceteli sotto la griglia del forno, controllandoli a vista da 4 a 8 minuti. 
Ritirate e disponete gli spiedini sul piatto da portata cospargendo un cucchiaino di olio extravergine di oliva a crudo.

venerdì 19 settembre 2014

Obbligatorietà delle dichiarazioni Nutrizionali nelle etichette dei prodotti alimentari

(....)

L'etichettatura Nutrizionale (detta anche dichiarazione Nutrizionale: comunicazione relativa ai nutrienti presenti nell'alimento - grassi, carboidrati, proteine, fibre, sali e vitamine - e al valore energetivo di questo) da riportare nelle confezioni/imballaggi degli alimenti è facoltativa e diventerà obbligatoria da dicembre 2014, come disciplinato dal Regolamento CE 1168/2011 il quale recita 

"...l'etichettatura degli alimenti...si applica a tutti gli alimenti destinati al consumatore finale, compresi quelli forniti dalle collettività e a quelli destinati alla fornitura delle collettività...si applica ai servizi di ristorazione forniti da imprese di trasporto quando il luogo di partenza si trovi nel territorio di Stati membri cui si applica il trattato...".

Tenendo conto che con la voce "collettività" la norma raffigura strutture come mense (scolastiche, militari, industriali ecc.), ristoranti-pizzerie, ospedali, catering e altre attività nelle quali si preparano alimenti da destinarsi al consumatore finale.
Quindi appare chiaro che in un futuro vicino l'etichettatura degli alimenti si allargherà oltre le attuali frontiere dei soli prodotti confezionati e quindi di tipo industriali,
Va precisato che la stessa norma elenca un numero consistente di prodotti alimentare esclusi dall'etichettatura nutrizionale (acque destinate al consumo umano, spezie, tè, aromi, gomme da masticare ecc.).
Attualmente la Dichiarazione Nutrizionale risulta obbligatoria principalmente nei casi previsti dalla normativa verticale (es. negli integratori alimentari), nel caso in cui il prodotto alimentare riporti l'aggiunta di specifici ingredienti (es. vitamine), qualora riporti termini tipo "extra-light" e in altre specifiche circostanze.
Per una migliore comprensione dell'evoluzione che a breve subirà l'etichettatura degli alimenti si consiglia vivamente la lettira del Regolamento sopra citato.

Articolo di Luciano O. Atzori, Consigliere e Segretario dell'Ordine NAzionale dei Biologi. Coordinatore della Commissione permanente di Studio dell'ONB "Igiene, Sicurezza e Qualità". Delegato nazionale per l'Igiene, la Sicurezza e la Qualità. Esperto di Sicurezza degli alimenti.
Biologi Italiani, Anno XLIV - n° 5, Maggio 2014.

mercoledì 17 settembre 2014

Sapete cos'è la DISFAGIA?


La deglutizione è un atto fisiologico articolato che consente la progressione del bolo alimentare (la prima tappa del processo digestivo, formato da cibo triturato, sminuzzato e impastato con saliva) dalla cavità orale allo stomaco. È una funzione molto complessa che necessita di coordinazione nella muscolatura orofaringea, laringea ed esofagea.
In generale, la deglutizione può essere divisa in: una fase volontaria, che inizia il processo stesso; una fase faringea, involontaria, ed è costituita dal passaggio del cibo attraverso la faringe verso l'esofago; e una fase esofagea, anch'essa involontaria, nella quale il cibo transita nell'esofago per essere trasportato nello stomaco.

L’alterata deglutizione è un problema particolarmente rilevante e comune, da un punto di vista clinico, in quanto sintomo di numerose patologie, soprattutto di tipo vascolare (come ictus, vasculopatia celebrale nell’anziano) e neurologiche (come la malattia di Parkinson, SLA, sclerosi multipla) e neoplasie del collo (dell’esofago o della trachea).
Tale patologia viene chiamata disfagia, termine che proviene dal greco e significa appunto “difficoltà a deglutire”.
La disfagia è un sintomo molto grave se si tiene conto anche della speranza e qualità di vita del paziente oltre che, ma non meno importanti, degli impatti nutrizionali che causa. (1)

La disfagia può complire indistintamente ognuna delle fasi della deglutizione ma, sostanzialmente possiamo distinguerla in due diversi tipi:
-       disfagia orofaringea,
-       disfagia esofagea. (2)

La disfagia orofaringea è caratterizzata dalla difficoltà nel trasferimento sicuro di un bolo alimentare liquido o solido dalla bocca all'esofago, spesso si verifica in pazienti che hanno avuto un danno neurologico acuto a seguito di ictus o di trauma cranico, o in quelli con malattia neurologica progressiva come la sclerosi laterale amiotrofica o morbo di Parkinson.(2) Uno studio molto recente ha scoperto che la metà dei pazienti con ictus acuto soffre di disfagia(3).
La disfagia esofagea è, invece, caratterizzata da difficoltà nel passaggio degli alimenti lungo l'esofago. È comune nei pazienti con un disturbo della motilità esofagea, oppure con anomalie dello sfintere esofageo (superiore e/o inferiore).(2)